Bouillon pétillant avec Érik


concerto spettacolo                 


per i 150 anni dalla nascita di Érik Satie 

Pinuccia Giarmanà

Francesca Caratozzolo

pianoforte

canto e voce recitante

costumi e burattini  

progetto e drammaturgia

Pinuccia Giarmanà e Francesca Caratozzolo 

Francesca Caratozzolo 

Eclettico ed anticonvenzionale nell’esperire ogni forma, capace di incarnare con lucidità e abnegazione le più disparate tendenze dell’epoca, rimanendo sempre se stesso, nel distacco dal ogni compiacimento individuale. Il 2016 celebra i 150 anni dalla nascita di questo compositore enigmatico che tanto ha segnato e affascinato le generazioni successive.

Con la proiezione dei disegni originali di Charles Martin dedicati agli Sports et Divertissements.

Brodo scoppiettante con Érik

Quale titolo migliore per un omaggio a Érik Satie ?


Una vena ironica, trasgressiva e un po’ insolente caratterizza quasi tutta la sua produzione musicale.

Ecco dunque un 'excursus' biografico di opere per raccontarne le molte sfaccettature a partire dall' Allegro (sua prima composizione) fino al raffinato periodo del Café chantant, passando per le inafferrabili liriche Élegie e Les Anges.

Velati d’ironia sottile ed equivoca le Trois Véritables Préludes Flasques precedono una parte dedicata all’infanzia, dove il Satie 'bambino' emerge in tutta la sua lieve essenzialità.

Infine i caratteristici Sports et divertissements accompagnati dalla proiezione dei disegni originali di Charles Martin.

Fanno da 'condimento' qua e là alcuni brevi interventi recitati (anche dalla pianista !) estratti dalla raccolta di scritti che ci lasciò sotto il nome di 'Quaderni di un Mammifero' ... 

Il resto … sorpresa.

Programma

estratti video / audioSatie_-_video_audio.html

Gymnopédie n.1   (1888)   per pianoforte


Allegro   (1884)   per pianoforte


Élegie   (1886)   per voce e pianoforte

Les Anges  (1886)   per voce e pianoforte


Le Chapelier   (1916)   per voce e pianoforte


Trois Véritables Préludes Flasques (pour un chien)  (1912)  per pianoforte

Sports et Divertissements  (1914)   per voce recitante e pianoforte


Menus Propos Enfantins   (1913)   per voce recitante e pianoforte

Enfantillages Pittoresques   (1913)   per voce recitante e pianoforte

Chez le docteur   (1905)   per voce e pianoforte

L'Omnibus automobile   (1905)   per voce e pianoforte

Poudre d’or Valse   (1901-2)   per pianoforte

La Diva de l'Empire   (1904)   per voce e pianoforte


Je te veux   (1902)   per voce e pianoforte

homehome.html
ProgettiProgetti.html
Le Stelle nelle TascheLe_stelle_nelle_tasche.html
EttyEtty.html
L’oterLoter.html
Bouillon Pétillant avec Érik
A journey through jazz dialogueA_journey_through_jazz_dialogue.html
Rima RimaniRima_Rimani.html
Gaia LuceGaia_Luce.html
 

Partendo dalla scelta del materiale musicale e testuale abbiamo voluto incarnare le suggestioni a nostra disposizione, individuando in primis andamenti e sfumature che risuonassero in comune accordo con le nostre sensibilità e inclinazioni di interpreti.


Dato che modo evidente si mostrava la varietà di sguardi che Satie stesso pose sui diversi generi, ne abbiamo ridelineato e marcato alcune caratteristiche, ideando un filo conduttore per evocare alla maniera teatrale, in un susseguirsi di quadri, l’iconografia più

intima ed elegiaca, quella operistica e l’operetta, quella surreale e misteriosa nonchè quella salottiera, aggiungendo qualche accento di clownerie, ma pur sempre appoggiandoci ad elementi che i testi recitati e cantati ci suggerivano.


Da qui la vera e propria ‘costruzione’ dei costumi e degli oggetti di scena, essenziali e funzionali, pensati per portare avanti una sorta di narrazione estemporanea e scelti anche in relazione a quanto conosciamo della personalità di Satie: la passione per gli ombrelli, i suoi abiti tutti uguali, i cappelli, ovvero tutto ciò che ci rimanda a quella sua immagine stilizzata così come ci viene tramandata nelle foto e nei disegni dei suoi ben noti amici artisti.


Abbiamo così giocato a metterci entrambe nei suoi panni, alternandoci per dare voce a quanto lui stesso volle dirci attraverso i suoi scritti e talvolta ... mettendolo in dialogo con se stesso !

E, con una strizzata d’occhio alla figura di Mary Poppins, abbiamo disegnato a brevi tratti le ‘ figure ’ che con humor tenero ed esplosivo la sua musica descrive: siano esse personaggi particolari, oggetti, animali, bambini ... o quelle ‘ figure ’ che abitano la mente, rapidi guizzi d’intuito e profonde riflessioni galleggianti in apparente levità.


C’è un sorriso di fondo che accompagna Érik Satie nel suo sguardo, al contempo partecipe e distaccato sul mondo: ci siamo lasciate condurre da esso e dalla sua capacità di essere onirico senza mai volerlo sottolineare.

Note al programma

Recensioni

Bouillon petillant avec Erik, sublimi divagazioni                       

Originale spettacolo della pianista Pinuccia Giarmana con l'attrice Francesca Caratozzolo tra musica, canto, recitazione e immagini per il 150° anniversario della nascita di Satie


La stagione concertistica della Filarmonica Laudamo ha offerto al numeroso pubblico del Palacultura un curioso e originale spettacolo/concerto con musiche di Erik Satie. Il titolo dello spettacolo, “Bouillon petillant avec Erik”, che significa “Brodo scoppiettante con Erik”, indica l’intento di rappresentare, in una serata, le molteplici sfaccettature che hanno caratterizzato l’attività musicale di Erik Satie, musicista francese del quale ricorre quest’anno il 150° anniversario della nascita (il 17 maggio 1866 a Honfleur splendida località balneare della Normandia). Nel corso della sua vita Satie sperimentò una poetica musicale difficilmente classificabile con i generi conosciuti, cercando di essere sempre innovativo, in polemica con la musica colta, ad esempio del contemporaneo Claude Debussy, - che pure inizialmente frequentò durante le mitiche serate presso il caffe parigino “Le chat noir”, ritrovo dei principali artisti francesi dell’epoca – in favore di una musica più disimpegnata, ammiccando alla musica leggera, generando un filone musicale che ebbe come seguaci i musicisti francesi riunitisi sotto il “circolo dei 6” (Poulenc e altri). Tutta la sua vita d’altronde fu caratterizzata da una sorta di ribellione e reazione al mondo circostante, perfino la sua formazione musicale fu coltivata da autodidatta, reagendo alla opinione negativa che gli insegnanti del conservatorio avevano di lui. La sua musica, prevalentemente per pianoforte, è costituita da molti, brevissimi pezzi, e tuttavia Satie è anche l’autore del brano più lungo mai scritto, “Vexations”, composto da trentacinque battute ripetute 840 volte per una durata totale di circa venti ore, recentemente eseguito al Teatro Massimo di Palermo, con l’alternarsi di diversi giovani pianisti, con inizio la sera per finire il mattino seguente. Le bravissime artiste Pinuccia Giarmanà al pianoforte, ma con varie divagazioni recitate, e Francesca Caratozzolo cantante e voce recitante, hanno presentato una selezione di brani che ripercorre le varie epoche compositive del musicista francese. Lo spettacolo ha inteso rievocare anche la stravagante esistenza di Satie, che viveva in una casa composta di due stanze, di cui una chiusa a chiave: alla sua morte si scoprì che quest’ultima conteneva una collezione di ombrelli non usati, oltre vari cappelli e abiti di velluto. E così, in un palcoscenico riempito di oggetti come l’ombrello, la bombetta, il cilindro etc., le artiste hanno alternato brani al solo pianoforte, altri con il piano che ha accompagnato la bellissima voce di Francesca Caratozzolo in alcune canzoni francesi, altre infine hanno visto il pianoforte fare da accompagnamento a brevissimi brani recitati. Fra i brani eseguiti al piano solo spiccano in particolare la “Gymnopedie n.1”, brano neoclassico, dall’atmosfera ipnotica, uno dei più popolari di Satie, facente parte di un gruppo di tre pezzi molto simili fra loro (analogamente alle sei altrettanto famose “Gnossienne”) e “Poudre d’or Valse”, un incantevole valzer molto applaudito. Satie presto abbandonò lo stile neoclassico per dedicarsi a composizioni più leggere, da varietà, essendo egli stesso un famoso pianista di cabaret del tempo. Ecco quindi composizioni per pianoforte tipiche del cabaret, come i Trois Veritables preludes flasques, e le canzoni francesi, splendidamente interpretate da Francesca Caratozzolo, non solo dal punto di vista vocale ma anche della resa scenica, come La Diva de "L'Empire" e Je te veux, un valzer cantato di cui esiste anche la versione per piano solo. Una parte cospicua dello spettacolo ha visto protagonista la musica dedicata all’infanzia, con voce recitante accompagnata al pianoforte, con un sottofondo di immagini (molto belle, di Charles Martin) a carattere fumettistico, che esplicitavano meglio le parole recitate, movimentate dall’aggiunta progressiva di colori su disegni in bianco e nero. Si tratta di un insieme di brevissimi pezzi - “Sport et Divertissements” e “Menus propos enfantins” – tratti da spunti di vita quotidiana propria dei bambini (il tennis, il picnic, le corse…etc.), raccontati con brevi frasi recitate, anche con il ricorso a pupazzi manovrati con la mano, accompagnati da elementari accordi al pianoforte.

La musica dedicata all’infanzia è una costante nella poetica musicale francese del novecento (ma ha per precursore Robert Schumann autore del celeberrimo Kinderszenen – scene infantili); infatti Debussy scrisse i “Children’s corner” per pianoforte, dedicati alla figlia amatissima Claude-Emma, da lui chiamata “Chouchou”, mentre Ravel compose addirittura un’opera teatrale “L’Enfant et les sortileges”. La musica di Satie dedicata all’infanzia non raggiunge però le altezze delle opere dei suoi contemporanei, e sembra essere scritta “per” i fanciulli, piuttosto che essere ispirata “ai” fanciulli, per cui ci appare ormai superata, sicuramente la parte meno interessante, da punto di vista artistico, dello spettacolo, nonostante i bei disegni di Martin ed il simpatico estro di Francesca Caratozzolo, molto più convincente nel cantare le ultime canzoni francesi, in particolare “Je te veux”. Le due brave e simpatiche artiste hanno riscosso un notevole successo, ed hanno eseguito come bis, concesso a fatica a causa delle non perfette condizioni di salute delle due artiste, un intenso e lungo brano di Kurt Weill dal titolo “Youkali”, un malinconico lied dal vago ritmo di tango.

Giovanni Franciò

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Gazzetta del Sud

tempostretto

> PdfSatie_files/Recensione%20Satie%20Messina.pdf

quotidiano on line di Messina e Provincia  -  articolo di Giovanni Franciò  giovedì, 10 Marzo 2016

articolo di Matteo Pappalardo  mercoledì, 9 Marzo 2016