in collaborazione con

Alla tua schiva sensibilità d’artista. Alla tua voce e al tempo, purtroppo breve, trascorso insieme.

delleAli     http://www.delleali.it/textura-2/
estratti  

Video / AudioLoter_video_audio.html

Dedicato a Franco di Francescantonio.

progetto, drammaturgia e disegni

video

musica

Maria Mauti, con la collaborazione di Barbara Ferrari

Francesca Caratozzolo e Giancarlo Locatelli

Francesca Caratozzolo

L'oter


dalle liriche di Franca Grisoni                                 


Canto per voce e clarinetto basso


Stratificazione di segni


Fuochi vocali, semi sonori


Intonazione armonica e disarmonica di pensiero

Paesaggio in solitudine percettiva e di immaginazione.

Graffi nell'anima che incontra l'altro.

Nel contatto la vibrazione plasma i corpi.

Dalle intersezioni si sprigiona realtà concreta.

Forme in divenire, metamorfosi danzanti contenenti il reale,

contenuti del reale, proiettate all'infinito.

Tracce e residui di strati vegetali, animali.

Materia che dal mito si stempera nel quotidiano,

in dialoghi sonori o muti, allegri, giocosi, smarriti,

pur sempre incompiuti …

che il pensiero dell'altro è mistero

e solo ipotesi, aperture, soglie, varchi, fessure …

nell'intimo ci volgono all’essenza


… ‘e l'è 'n conoser'.

Francesca Caratozzolo

Giancarlo  Locatelli

voce

clarinetto basso

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Per una Musica della parola


Il percorso musicale de ‘L’oter’ è iniziato con le melodie che Francesca ha ‘stratificato’ attorno alle parole di Franca Grisoni. Melodie mobili per loro natura. Instabili. Alcune con più di un volto. Da subito ci è sembrato riduttivo ‘arrangiarle’ in una forma di ‘canzone’, chiuderle in una versione compiuta e definitiva. Abbiamo così deciso di utilizzarle come punto di riferimento per iniziare un percorso improvvisato attraverso il quale ci pare siano tornate ad essere ‘canto’, il canto delle parole che le avevano generate. Un canto incompiuto, mai compiuto, proprio per questo ‘vivo’, ‘vivente’. Un canto armonico, non armonico, ma anche disarmonico.

Disarmonico spesso è soltanto ciò che non comprendiamo ... l’altro. 


 

dalla presentazione di



Si tratta di un concerto a due voci: canto e clarinetto basso. Considerato il senso della materia testuale e la forte esperienza del clarinettista Giancarlo Locatelli nel campo della musica improvvisata, ho scelto di lavorare con un certo margine di libertà, sfuggendo ad uno schema compositivo codificato a priori. Inizialmente ho ‘estratto’, se così si può dire, da alcune delle liriche un tracciato melodico, col desiderio di trasformare in canto e musica la musica già insita in quella parola dialettale. Ho voluto tradurre attraverso la forza della voce e del suono i suoi significati poetici, spirituali e al tempo stesso assolutamente concreti, terreni, disseminati nel quotidiano: ho cercato un suono che partendo dalla materia fonetica del dialetto trasfigurasse nella materia corporea e psichica attiva del cantante e del musicista. In questo senso ho voluto anche indicare quale dignità ‘spirituale’ è insita nel fare creativo e poetico, inteso nel senso etimologico del termine (pòiesis dal greco classico poièo-fare): un ‘fare creativo’ che analogamente, in un ‘rapporto a due’, si traduce nel saper ‘dire’, nel saper ‘dialogare poeticamente’ nella quotidianità, accettando ed osservando tutte le proprie emozioni, paure ed imperfezioni.


Durante il concerto una videoproiezione sostiene la scansione temporale dei brani musicali tramite notazioni poetiche che hanno valore di sottotesto e momenti di elaborazione video dei disegni, che si condensano in una visione onirica intrecciata a quella evocata dal canto e dalla musica.


Dopo il debutto, avvenuto nel 2007 a Milano presso ‘Teatro I’, il progetto è stato presentato a Brescia presso la chiesa di San Cristo, nell’VIII edizione del ‘Festival della brescianità’, dedicata in particolare a Franca Grisoni.

In maggio 2008 all'interno del Poesia textura festival, organizzato dalla compagnia delleAli, che sostiene il progetto nella parte tecnica. Senza la videoproiezione, in forma pura di concerto, a Montichiari, presso il locale Galetér e a Treviglio, presso lo spazio del TaeTeatro per la rassegna estemporanee//03.

Voce, Canto, Parola, Poesia. Una strada possibile.Tesi_SFIDY.html

‘Limpidi cristalli scaturiti quasi per caso dalla pulsione di magmi poderosi e opachi. (…) C'è, nelle liriche della Grisoni, la capacità di decifrare i segni dell'alfabeto corporeo, come sillabe di un linguaggio conoscitivo. (…) L'inganno del reale, parcellizzato analiticamente in momenti minimi, scheggiato in granuli cellulari, rivela allora perline di significato, atomi di verità. (…) Musicalità dunque, ma in modi di ‘staccato’, di ‘pizzicato’ condotto su versi brevi, fino allo schema cantilenante, fino a sgranarsi in unità ancora più frantumate. (…) Il miracolo di una poesia che si gioca tutta sulla ripetizione delle parole, come un mazzo di misteriosi tarocchi che si dispongono in figure diverse’. 

L'indicibile in dialetto viene prima          

Ringrazio di cuore Franca Grisoni per la fiducia, la disponibilità e l’affetto sempre dimostrato.


Un grandissimo ringraziamento a Valeria Medda per la sua preziosa capacità di leggere e ascoltare.

©  2008  Tutti i diritti riservati. Per l’utilizzo parziale dei testi si prega di citare la fonte.

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L’anima che per l’uomo comune è il vertice della spiritualità per l’uomo spirituale è quasi carne.

Marina Cvetaeva

Giancarlo Locatelli

Franco Loi

Pietro Gibellini

Franca Grisoni

Per una Mistica della parola

Ecco che appare il linguaggio nell'ancora disarticolato caos primordiale!

L'animale accede alla realtà tramite i cinque sensi. L'essere umano scopre il linguaggio e perde così la materialità della ‘cosa’; le cose perdute deve ritrovarle nel linguaggio, tramite il simbolo, le parole.

Attraverso il linguaggio l'uomo accede al reale, inteso come ordine delle res, delle cose pensate. Per l'uomo tutta la realtà è investita da una struttura di pensiero. Non potremmo dire una cosa se non riuscissimo a pensarla. La parola simula, evoca, riproduce o rappresenta per mezzo di oggetti fonetici, quegli oggetti reali divenuti assenti, divenuti oggetti mentali, segreti.


L'arte è finzione, montaggio, composizione, falsificazione della realtà. Ma allora la parola inganna! … In un certo senso parlare è mentire … e pensare? ... è mentire? … Che paradosso! … Eppure la realtà si può condividere con l'altro solo attraverso la maschera del linguaggio. Solo così la Verità si può dire. Attraverso la maschera l'Essenza fluisce in un dire. Un dire per chi intende.


Il dire del poeta indica la via, corrisponde al fare nella parola. Creazione "poetica, profetica e profana". Pòiesis è creazione e strategia di senso. Ogni significante è un guscio pieno di semi. Il linguaggio, un seminare illimitato.


Nella presa di parola esistiamo. Amare è scambiare la parola con l'altro. Capacità di accedere a un' Erotica e a un' Etica del " bien dire ". Del dire parole che creano senso, che portano avanti e manifestano il Vero.


" Ora che abbiamo il linguaggio, non abbiamo più bisogno di Dio ".

dalla prefazione a La böba, edizione S. Marco dei Giustiniani

Intorno al dialetto sirmionese

Riflessioni in frammenti intorno al VII seminario ‘Le Transfert’ di Jacques Lacan

‘Musicalità dello stupore ...

tra gridi gutturali e scivolosità lessicale, visionarietà che tormenta la materia pregna delle sue brevi vicende’.

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