Le Stelle nelle Tasche


Cantico al Cielo


dalle liriche di Ornella Mereghetti Baccolo

Francesca Caratozzolo

Alberto Zanini

voce

chitarra

drammaturgia, canzoni e musica      Francesca Caratozzolo            

Mi sembra che


potrei aspettare la Tua voce


per secoli, in silenzio ...


E ti ascolto,


maturarmi dentro le ossa


scavarmi dentro l’anima,


come ghiaia di fiume


come fango di grotta.


Tu conosci tutti i miei segreti


lasciati al mondo


come terra di nessuno.


Solo Tu mi parli


delle grandi cose ...

paesaggi sonori

Giacomo Papetti

contrabbasso

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Alberto Zanini  -  Giacomo Papetti

 




Vado imparando parole celesti  …

Cercando il mio fragile rumore di donna  …

Grido senza voce la mia preghiera  …

Canto impazzita  …

Dio mi guarda !    


Sono vista … dunque mi vedo e sono amata !

Ecco l’invocazione e la vocazione, nel senso di desiderio e dunque possibilità di apertura.


La percezione delle proporzioni tra uomo e cosmo vibra con intensità dispiegandosi in infinite immagini. Distillati d’immanenza e trascendenza.

L’amore di Dio è nell’acqua, nelle foglie, nel fango, nei profumi, nelle radici, nella ghiaia di fiume, in fiori, alberi, api, farfalle, nell’erba e nelle onde del mare. Dio è acqua, pioggia, fiume, lago. Ed è il vento che porta la Sua voce.

Ma soprattutto Dio è nel CORPO. È quel cercare in se stessi la Presenza.

Dio è voce che si attende e che si ascolta nel corpo. Negli occhi, nelle mani, nel cuore convivono stupore, umiltà, riconoscimento di bellezza in ciò che è visibile ed invisibile, sorpresa, gioia, fiducia e smarrimento, determinazione e abbandono.


Luccica il pensiero  … 

Sto nel luccichìo di lontani ghiacciai  …

Mangio cielo, bevo cielo  …

Sono solo pulviscolo di Dio  …


Dio mi scorre nelle vene come un fiume  …

Egli è qui tra cuore e pelle   …


… e protegge l’infanzia, perché la vita continui a germogliare d’Eros e Fecondità.


Tra metafore evangeliche e mistiche Dio diviene Padre e Madre e Terra e Fuoco.

L’Amore è ovunque. Voce e Grazia. Pane di tutti. Fiorisce. Colpisce l’anima. È un cantico ricolmo d’Amore questo grido di Ornella ...


Ho fatto voli,

ho aperto valichi,

sono caduta !  …


Lì sono rimaste tracce

lì ci sono ancora semi.


Il frutto raccolto è la ‘pienezza … maturata tra le mani’, è quel prendersi tempo per il nuovo giorno, mentre il dolore vola via riportandoci alla fragranza del pane e delle cose semplici del quotidiano.


Amo la mia vita

tra livide ringhiere, dove

la gente ancora si saluta.

Adoro il mio cortile,

sto con la mia gente.  …


Qui io riconosco

il mio passo !


La forza è sì trovata in ‘Colui che porta oltre il dolore’, ma si tratta di una forza interiore che si è inscritta nella propria stessa carne.

A me che scrivo sembra non ci sia differenza tra il Dio che abita il ‘fuori’ e quello che abita il ‘dentro’ e che la via illuminante si dispieghi proprio nel trovare il dettaglio divino in ogni cosa.


Tu sei passato non

come cosa che sfugge

ma che resta !

E stai

come qualcosa che

si è incarnato ‘dentro’.

L’alba si porta via

i sonnacchiosi Angeli,

in seno a nuove Luci

spalanco case.


e ancora:


Viene facile perdersi

dentro una Creatura,

qualcosa che parla

e si muove, come Te !


Ecco che può avvenire la riconciliazione con l’infanzia ferita, la ricostituzione dell’anello mancante e forse il perdono:


Da mia madre

ho imparato la preghiera

ed il silenzio  …


… là dove la preghiera è parola poetica e, in quanto tale, salvifica perché creatrice di senso e sostegno indispensabile al vivere.


Ogni giorno

puntuale Lei

picchia alla mia porta …

Non ho bisogno

di grandi cose !

Pioniera

dell’aviazione

La POESIA

mi porta in volo …


La porta si è aperta.

Ora ‘il poeta va a nozze con la vita’.

L’aria canta nella sera …

La presenza è ‘virtù di rugiada’

Il suono della poesia è ‘goccia vibrante … nell’universo’.


E Le stelle ?


Sussurrano, ridono, parlano …

Preziose amiche e consigliere, sono le testimoni amorevoli di questo viaggio.

Luce che brilla … nelle tasche, per non smarrirsi più.

Grazie Ornella ! ... Nel nostro incontro la preghiera si è tramutata in canto ...  così ho trovato anch’io le ‘mie’ stelle


nelle tasche ... attraverso la musica le ho lasciate splendere insieme alle tue parole !

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Le Stelle nelle Tasche   -   Limina Mentis Editore

L’incontro con Ornella e la sua poesia è avvenuto nel momento in cui maturavo il desiderio di avvicinarmi alla forma canzone come autrice e non solo come interprete.

Le parole di ‘Le Stelle delle Tasche’ mi hanno condotta verso una forma canzone più definita e fruibile rispetto alla precedente esperienza de ‘L’oter’, mantenendo tuttavia un contesto articolato per passare senza soluzione di continuità dalla parola parlata a quella intonata e a quella cantata. Le suggestioni emotive e visive di cui l’opera è punteggiata e soprattutto l’andamento ritmato e ciclico nella proposta del tema centrale, hanno rievocato il Cantico dei Cantici, su cui da tempo avevo idea di mettere mano. Così ho rimesso a fuoco il mio desiderio di mettere in musica un possibile Cantico contemporaneo, riecheggiando le sue corse erranti, i suoi tormenti di passione e fioriture di delizie !

La tematica mistica e il processo di apertura verso la spiritualità sono ulteriori elementi di continuità con il progetto ‘L’oter’. Ancor più si tratta di due visioni femminili, che utilizzano il medesimo strumento, la poesia, per testimoniare tutta l’intensità di questo ‘processo amoroso’.

Sempre è l’innamoramento verso i testi che muove all’azione creativa e la risonanza che s’instaura produce ipotesi formali possibili, nel tentativo di tradurre in modo personale, e in ogni caso di non tradire, il senso profondo ed essenziale del testo stesso.

La drammaturgia dei testi recitati o intonati è frutto di un montaggio libero pensato in virtù del movimento interno necessario allo spettacolo, mentre le sette canzoni sono composte rispettando integralmente i testi. In questo senso lo stile musicale in ogni canzone si è definito proprio partendo dalla spinta interna data dal ritmo delle parole: non ho voluto avere preconcetti di genere, lasciando che le melodie si nutrissero di questo stesso ritmo oltre che dal significato, in accordo con la mia sensibilità. Contributo importante nella resa delle atmosfere e nella creazione dei paesaggi sonori è stato infine quello di Alberto e di Giacomo, con cui si è definito l’accompagnamento musicale in grande sintonia.


Questo cantico è di fatto una preghiera. È un viaggio di pacificazione interiore.


Tra le immagini iniziali vi è quella di una porta chiusa che evoca attesa, inquietudine, smarrimento, ma anche possibilità di apertura, significativa di un’entrata o di un’uscita.

Sullo sfondo c’è il vissuto movimentato dell’animo umano e quello particolare del vissuto personale di Ornella cui preme la necessità di spezzare ‘l’incantesimo del passato’: varcare la soglia della ‘dura abitazione del dolore’ per sfuggire alla ‘bruma terra matrigna’ e lenire le sofferenze del corpo malato.


Il dolore produce insonnia, contrasti, paradossi: immerge ogni percezione nell’acqua del sogno.

E del desiderio.

Come trovare una melodia per tutte le brame ?

La nostalgia si fa poesia ininterrotta in un fluire che è antidoto al dolore fisico ed esistenziale.

Il desiderio di conforto costruisce un dialogo intimo e diretto con Dio.

Domanda d’amore e di presenza.

foto di Vittorio Brambilla

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