Viaggio dal buio alla luce ispirato alla vera storia di Gaia Molinari e Valentina Carraro

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Gaia Luce

note al progetto

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Le Stelle nelle TascheLe_stelle_nelle_tasche.html
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Bouillon Pétillant avec ÉrikSatie.html
A journey through jazz dialogueA_journey_through_jazz_dialogue.html
Rima RimaniRima_Rimani.html
Gaia Luce

scritto da


Valentina Carraro, Allegra Spernanzoni


Francesca Caratozzolo, Erika Bettin


e diretto da Allegra Spernanzoni


con Valentina Carraro, Francesca Caratozzolo, Erika Bettin


e con Sophie Raynal - video painting


musiche di Stefano Gueresi


musiche dal vivo - F. Caratozzolo, E. Bettin


costumi a cura di Graziella Trecordi


in collaborazione con


Manicomics Teatro / Casa Clizia A.p.s.

2014. La sera di Natale, Gaia è divenuta invisibile. Valentina racconta la propria storia di madre e il tempo della rinascita con la voce viva dell’Amore. Madre e figlia sono in cammino, attraverso una connessione che non si interrompe.

Sul palco, tre figure femminili; tre zone dell’anima; tre tempi della vita; tre sfumature del dolore e della gioia che si susseguono, si inseguono, per poi trovare luce e ristoro l’una nell’altra. Da un lato del palcoscenico la realtà: Valentina, la mamma, racconta ciò che è successo con parole semplici, concrete, “come parlare ad una amica”. Dall’altro lato il sogno: il Personaggio/Madre, composto dalla sostanza densa delle emozioni, fa da contrappunto poetico al racconto di Valentina. Dietro di loro, si muove l’invisibile: l’anima di Gaia, dapprima spaesata, riscopre se stessa nella “nuova vita al di là del confine” e riesce ad entrare in contatto con le due parti della madre divise dal dolore per rimetterle in contatto armonioso. Il canto e la danza si intrecciano, elevano il contenuto emotivo a metafora universale, accompagnate e fuse dai colori e le forme del Video Painting che catalizza, dalla sala, le energie creative e le sublima. 


Il pubblico è testimone di un evento trasformativo, durante il quale il dolore si apre alla luce e le energie si rigenerano attraverso la condivisione: “Abbiamo scelto di fare uno spettacolo per dare colore visibile alla vita che prosegue oltre la morte. Perché questo lo sappiamo incrollabilmente e crediamo che il teatro possa coinvolgere in un sentimento di speranza e gioia chi è nella disperazione. Per questo non invitiamo ad assistere ad una tragedia o un dramma, ma accogliamo il pubblico per farlo partecipare ad un evento trasformativo ”.


La drammaturgia poggia sulla vicenda di Gaia e sui pensieri più intimi di Valentina, ripercorrendo tutte le fasi del lutto dallo shock al diniego, la rabbia, il patteggiamento, la depressione e infine l’accettazione.

La scrittura è frutto di un lavoro composito, fatto a più mani: la parte di Valentina è il racconto realistico di alcuni momenti liminali della storia di madre e figlia, rigorosamente non scritta sul copione; la parte poetica è stata creata grazie al lavoro di scrittura creativa ed automatica condotto dalla regista con le interpreti e poi dalla stessa rielaborato in versi di prosa poetica, attraverso cui l’indicibile ha trovato spazio e forma per essere comunicato.


Gaia è stata uccisa e ad oggi non è dato sapere da chi, o perché, ma c’è stato sin da subito, in maniera spontanea, il perdono. Mamma Valentina in cuor suo ha perdonato l’assassino: “… il che non significa che non vorrei che venisse arrestato per impedirgli di fare ancora del male, ma ciò che conta è che questa persona l’ho perdonata, e mi rifiuto di trattenere nel mio cuore odio, rabbia e rancore che sono un veleno per l’anima e l’evoluzione spirituale”


Valentina Carraro è interprete di se stessa ed è lì per raccontare la propria realtà. Francesca Caratozzolo, attrice e cantante, interpreta la Valentina più intima e sofferente mentre Erika Bettin, attrice-danzatrice-acrobata, interpreta lo spirito danzante di Gaia.


La Video-Painting-Action è curata da Sophie Raynal, illustratrice francese e amica cara di Gaia.


La regia è di Allegra Spernanzoni della Compagnia Teatrale Manicomics di Piacenza.

Allegra ha accompagnato Valentina - come donna, come madre e come amica - in una scelta importante, quella di esporsi in prima persona sul palco pur non essendo attrice, per raccontare una vicenda che ci tocca tutti profondamente, libera da inutili “trucchi” della macchina teatrale. Eppure il confronto tra personaggio e persona voluto dalla regia richiama Pirandello, come il gioco degli specchi che riflettono realtà e invisibile in un’unica superficie, ma questa volta limpida, seppur rarefatta, ricca di una consapevolezza nuova che si affaccia sull’orizzonte estremo della conoscenza. Così il dramma si risolve, perché s’intende che la morte non finisce, bensì amplifica la vita vera: “Il portare in scena il mistero di cui siamo a parte - noi che sostiamo su quel limite per molti ancora oscuro - conferisce al rito teatrale ulteriore sacralità e – rispetto al codice teatrale pirandelliano – una sorta di ulteriore sfondamento dei piani metateatrali: il teatro nel teatro qui racconta un ulteriore piano di realtà, quello dell’invisibile posto a confronto con la vera realtà dell’uomo. I piani, non solo, si sovvertono, ma si amplificano, contaminano, coesistono”.


Lo spettacolo teatrale GAIA LUCE nasce dall’esigenza di condividere il messaggio di fede e di amore di una mamma travolta dalla morte della propria figlia, uccisa brutalmente nel fiore dell’età. Una testimonianza di come sia possibile trasformare un’esperienza di immenso dolore in un’occasione altrettanto grande di crescita spirituale e personale. L’intento è quello di essere d’ispirazione, forse anche d’aiuto, offrendo una lettura della morte e un approccio al lutto che vanno oltre gli stereotipi della nostra cultura e della nostra dimensione prettamente materiale. L’invito è a pensare che Gaia è ancora qui tra noi, solo in una forma diversa, come l’acqua che bollendo perde consistenza e si trasforma in milioni di goccioline sospese nell’aria che noi respiriamo. Gaia è. La vita è. Tutto, semplicemente, è Amore, l’unica verità. Forse la morte non è poi così atroce: forse è solo un passaggio a un’altra dimensione, con una vibrazione più alta, più luminosa.




estratti  video / audioGaia_Luce_-_video.html